chi verrà ripreso dovrà sempre saperlo
Ricordiamo un vecchio film di Wim Wenders “Fino alla fine del mondo” in cui bastava cliccare su un grande monitor che rappresentava tutto il pianeta per visualizzare gli spostamenti di una persona seguendo i suoi utilizzi della carta di credito, i suoi passaggi autostradali e così via. Oggi questo non è più fantascienza è realtà: basti pensare all’incrocio dei dati dei telefonini, dei gps, dei telepass e avrete tutti i percorsi di chiunque. Non solo perché dalla semplice lettura dei suoi scontrini al supermercato saprete tutto sui suoi gusti, le sue preferenze, i suoi piccoli vizi; il tutto senza contare l’enorme serbatoio d’informazioni che lasciamo quando navighiamo in internet, quando ci scambiamo sms o mail. Insomma non c’è scampo perciò la privacy è la regina delle difese dei diritti individuali, il vero habeas corpus della società dell’informazione. E non abbiamo neanche accennato alle telecamere di cui parla il garante della privacy nell’allegata intervista.
chi verrà ripreso dovrà sempre saperlo
(da lastampa del 20/4/10)
Rispettare il principio di pertinenza.
Rispettare il principio di finalità.
Regolamentare i sistemi intelligenti che intrecciano dati”.
Per essere chiaro, Franco Pizzetti, presidente dell’ autorità garante della Privacy, deve usare un linguaggio necessariamente tecnico.
Adesso però, professore, potrebbe rispiegare tutto ai profani? “Parto dal “Grande Fratello”.
Che c’ è, esiste.
Oggi è possibile monitorare gli spostamenti di una persona attraverso i passaggi ai caselli autostradali, conoscerne i gusti controllando gli acquisti con carta di credito, avere informazioni sulle sue frequentazioni ascoltando le telefonate.
Grazie alle telecamere, poi, di quella stessa persona si conoscono le immagini del viso, la gestualità ed è possibile risalire ai luoghi che frequenta.
L’ autorità garante della Privacy è qui perché notizie come queste vengano raccolte da chi ha titolo per farlo e solo con una finalità specifica e dichiarata”.
Per questo avete pensato di regolare l’ uso delle telecamere? “Abbiamo rilevato che il fenomeno della videosorveglianza è esploso e abbiamo stabilito un criterio: chi viene ripreso deve saperlo .
Entrando in un negozio, attraversando una stazione, entrando in banca, se c’ è una telecamera puntata, deve esserci anche una adeguata e visibile segnalazione della sua presenza”.
E se la telecamera è collegata alla polizia? “Ancora di più.
Noi stessi abbiamo elaborato uno speciale cartello.
Ma non è tutto: se la telecamera è connessa con un sistema intelligente che non solo osserva, ma interpreta le azioni, i gesti, allora occorre una specifica autorizzazione del Garante per valutare se tutto questo sia necessario, opportuno.
E soprattutto proporzionato alla finalità che si vuole perseguire”.
Per esempio? “Ci sono dei sistemi intelligenti di monitoraggio in certe metropolitane che segnalano il flusso dei passeggeri e indicano la necessità di far partire più o meno convogli, a seconda del caso.
Ma possono anche segnalare comportamenti “anomali”: qualcuno che corre, che fa un percorso più volte, che sbircia, che ha un atteggiamento, diciamo, equivoco.
È un tipo di sorveglianza che può servire per individuare un ladro, un pazzo pericoloso, ma in questa rete può incappare anche l’ innocuo cittadino che in realtà corre veloce, ma solo perché cerca una toilette.
Ecco: per capire dove sia il limite tra il grande fratello e la tutela della sicurezza, noi prescriviamo in questi casi che il sistema venga prima sottoposto alla nostra valutazione”.
Troppi limiti non rischiano di vanificare l’ efficacia del monitoraggio? “Torniamo al principio di finalità.
A cosa serve monitorare? A prevenire un reato.
Se cioè metto sotto controllo un negozio è per evitare che qualcuno rubi.
Se quel qualcuno sa di essere monitorato sarà il primo ad evitare di commettere reato.
E se mai lo commettesse saprebbe di essere facilmente identificabile.
Quindi il controllo con telecamera, adeguatamente segnalato, mi aiuta a prevenire i furti, che è ciò che voglio.
Altri tipi di controlli non rientrano in queste finalità.
E quindi d’ ora in avanti non saranno ammessi”.
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