Piano regolatore, sì del Consiglio di Stato
Piano regolatore, sì del Consiglio di Stato
(da repubblica del 15/7/10)
Il piano regolatore è salvo, viva il piano regolatore .
A stabilirlo – suscitando un coro di esultanza anche da parte di chi, sindaco Alemanno in primis, ha sempre provato a demolirlo – è stata la IV sezione del Consiglio di Stato.
Che ieri ha ribaltato la decisione del Tar e ribadito «la piena legittimità del Prg, specie per quanto concerne la cessione compensativa e il contributo straordinario», spiegano gli avvocati Enrico Lorusso e Sebastiano Capotorto.
Istituti perequativi che, se fossero stati annullati, avrebbero travolto alcuni strumenti attuativi essenziali per centrare gli obbiettivi del piano , a partire da nuove Centralità e programmi di recupero integrato (Print).
«Siamo molto contenti perché si ripristina il valore sociale e urbanistico del piano regolatore che genera circa 5 miliardi di euro in valorizzazioni», ha esultato a sorpresa il sindaco Alemanno: «Questa realtà era stata messa in discussione a vantaggio dell´interesse privato.
Il Consiglio di Stato ha ripristinato la prevalenza dell´interesse pubblico».
Una «contentezza singolare da parte di chi il Prg l´ha sempre criticato e osteggiato», fa notare il consigliere Pd Dario Nanni, che tuttavia trova conferma nella soddisfazione dell´assessore Marco Corsini: «Finalmente finisce una situazione di incertezza che non giovava al sistema e aveva rallentato la nostra politica di attuazione del Prg».
Parole che in qualche modo suonano come una marcia indietro rispetto alle battaglie condotte per anni dal centrodestra contro il progetto urbanistico varato dalla giunta Veltroni nel febbraio 2008: l´ultimo atto prima dello scioglimento.
Tant´è che quando a ricordarglielo è l´ex assessore Roberto Morassut – «Questa sentenza non solo ha confermato la correttezza delle procedure adottate e la linearità amministrativa, ma rende anche giustizia di tante polemiche e di tanti tentativi di delegittimazione e demolizione messi in opera dagli oppositori alla politica di modernizzazione della capitale che il Comune di Roma ha condotto tra il �95 e il 2008» – due consiglieri pidiellini si affrettano a frenare gli entusiasmi, compresi quelli del loro stesso sindaco.
«Una rondine non fa primavera, non basta una sentenza del Consiglio di Stato a trasformare automaticamente un Prg discutibile e che contiene punti decisamente opinabili in un progetto valido e positivo», ammoniscono Marco Di Cosimo e Federico Rocca.
Confermando anzi «l´impegno dell´amministrazione a cambiare il Piano regolatore , allo scopo di garantire il necessario sviluppo positivo della città per il bene di Roma e di tutti i romani».
Una minaccia che echeggia da anni ma non rovina la festa.
E infatti parla «sentenza storica che conferma un piano fondato sul trasporto pubblico non inquinante, sulla rete ecologica e su centri di qualità urbana nelle periferie», il presidente laziale dell´Istituto di urbanistica Domenico Cecchini.
«Una sentenza», insiste, «che dà torto a quanti intendono ancor oggi la città come oggetto di speculazione per lucrare rendite immobiliari».
Un assist per Morassut: «Ora non ci sono più alibi.
La giunta Alemanno deve uscire dall´immobilismo e avviare con forza l´attuazione del Prg, a partire da riqualificazione delle periferie e opere pubbliche».
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